Tra presente e passato non si fanno paragoni, un po’ in generale e anche quando si parla di Land Rover Defender.

Ancora di più, il paragone è da declinare se capita di provare su strada la nuova generazione del fuoristrada che ha fatto storia, nel nostro caso una 110, ovvero la lunga, che con la mitologia della sua antenata resta legata dal nome, ma con la quale non ha in comune nemmeno un bullone. Ed è giusto che sia così, perché un mito, anche se si parla di auto, resta tale se non cambia per niente, oppure se cambia completamente, per seguire il corso del tempo. E quel mito si scrive Land Rover Defender, con una storia che affonda le radici nel lontano 1948 quando debuttò la prima versione, proseguita fino al 2016 con la chiusura della produzione di quella che è stata l’icona 4×4, per ricominciare nel 2019, con un modello completamente nuovo chiamato a scrivere una nuova pagina di un lungo racconto, rigorosamente da sporcare in fuoristrada ma da godere anche nei lunghi viaggi.

Il nuovo Defender è infatti un mezzo che sfrutta la tecnologia per muoversi in ambienti difficili, capace di affrontare un guado, la sabbia, la neve e il fango, non teme le rocce ma al tempo stesso, e questa è la grande novità rispetto alle precedenti generazioni, non teme neppure la strada di tutti i giorni o i lunghi e comodi trasferimenti. Un fuoristrada nel DNA, ma che dalla sua, a questo giro, ha anche il comfort e la sicurezza per cinque o sette passeggeri.

Ansa Motori ha provato la Defender 110 con motore Sd4 2 litri turbodiesel, da 240 Cv di potenza, che a listino è proposta a partire da 66.700 euro. I riferimenti al passato, più che nella meccanica, sono quelli che si ritrovano nel design, rivolto al futuro ma con un occhio al passato. Un minimalismo solido, dalle forme squadrate che strizzano l’occhio ai settant’anni di storia Defender. Più che un’evoluzione, un vero e proprio “remake” che migliora di gran lunga le doti fuoristradistiche confermate, anzi migliorate, mentre tutto il resto è proprio di un altro pianeta. Non c’è più il telaio a longheroni, il che è un grande vantaggio su strada, e la scocca portante è in alluminio, le sospensioni a ruote indipendenti con bracci in lega leggera, con tanto di sottotelai in acciaio, e può avere persino le sospensioni pneumatiche e gli ammortizzatori a controllo elettronico, in opzione.

Già questo sarebbe sufficiente per garantire il comfort di un SUV di alta gamma. Al volante è anche semplice fare l’abitudine alle dimensioni importanti. La nuova Defender è infatti un “cubo” di design della lunghezza di qualcosa in più di cinque metri, per una larghezza superiore ai due. Mai sottovalutare nemmeno il peso e gli importanti trasferimenti di carico che possono derivarne, tenuti comunque a bada dai più che attenti ADAS. La trasmissione automatica è a 8 rapporti e ovviamente sono presenti le ridotte. Non male i consumi, chiaramente non da utilitaria ma da analizzare in rapporto a massa e dimensioni e che sfiorano i 10 km/l.

Una volta abbandonato l’asfalto è il terrain response ad entrare in gioco e a mettere a proprio agio chi sta dietro il volante, praticamente su ogni terreno (neve, terra, sabbia e anche i solchi scavati nel fango) dove la Defender può crogiolarsi nelle sicurezze offerte da angoli d’attacco e d’uscita rispettivamente di 38 e 40, ed un angolo di dosso di 28 . Per i guadi, nel caso sulla vostra strada ne doveste incontrare, nessun problema fino ad una profondità di 90 centimetri, grazie ad un’estensione totale che arriva addirittura alla misura di mezzo metro. A vigilare su tutto, c’è in ogni caso la trazione integrale permanente, mentre in condizioni difficili si può ricorrere al riduttore ed ai differenziali centrale e posteriore, bloccabili e a controllo elettronico.

L’abitacolo della Defender 110 si perde a vista d’occhio. E’ enorme, c’è spazio praticamente per qualunque cosa per via dei 3 metri di passo, così come la configurazione può essere a 5, 6 o 7 posti. Tradotto: abbondanza di spazio per chiunque. Al di là delle viti a vista, che sono un tocco di vintage, la strumentazione riporta all’oggi, che è anche molto tecnologico. L’infotainment è basato sul sistema Pivi Pro, veloce e immediato nella consultazione.

Di ottimo livello le finiture, grazie alle plastiche curate ed ai pellami di qualità. Non mancano nemmeno i vani portaoggetti con fondo morbido. Il bagagliaio, enorme anche questo, con una capacità che può arrivare a 2000 litri. Minimalismo solido, squadrature che strizzano l’occhio a settant’anni di storia e tecnologia che punta al futuro.

La Defender è tornata. Anzi, non è proprio mai andata via.

Ansa